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Al cine teatro 'Don Bosco' di Tolentino dal 6 al 9 gennaio 2011 è in programma il film 'Uomini di Dio', diretto da Xavier Beauvois e basato sull'omicidio realmente avvenuto nel 1996 di sette monaci dell'Ordine dei Cistercensi della Stretta Osservanza presso il monastero di Tibhirine, in Algeria. Il film ha vinto il premio Grand Prix Speciale della Giuria al Festival di Cannes 2010. Il titolo si riferisce ad una citazione biblica presentata all'inizio del film (salmo 82).
Negli anni '90, in un villaggio isolato tra i monti dell'Algeria, otto monaci cistercensi di origine francese vivono in armonia con i loro fratelli musulmani.Tuttavia quando un attacco terroristico sconvolge la regione, la pace e tranquillità che caratterizzavano la loro vita sono in procinto di essere cancellate. Man mano che la violenza e il terrore integralista della guerra civile si diffondono nella regione, i monaci si ritrovano davanti ad un bivio: decidere se rimanere o ritornare in Francia. Nonostante anche l'invito delle autorità ad andarsene, i monaci decidono di restare al loro posto pur di aiutare la popolazione locale, mettendo così in grave pericolo la loro stessa vita.
Il progetto per la realizzazione del film è nato nel 2006 quando, in occasione del decimo anniversario della morte di sette monaci cistercensi in Algeria: Etienne Comar è rimasto colpito dalla vicenda, decidendo quindi di approfondire la storia, affascinato soprattutto dai motivi che hanno spinto i monaci a restare nonostante i rischi della guerra civile. Su una base quindi di preciso realismo, prende corpo una storia che poi si allontana dalla cronaca e ne fa occasione per una riflessione profonda e alta sull'essenza della vita cristiana, sul rapporto tra dimensione umana e spirituale, sulla vocazione come apertura ad ogni essere del creato. In questo modo il regista scavalca volutamente l'istintiva reazione della rabbia e dello sdegno per lanciare una precisa indicazione: non c'è martirio, la fede dei monaci è in grado di sconfiggere la morte, e il loro sacrificio é tanto più forte quanto più ha passato tutte le fasi del dubbio e della paura.