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Mercoledì 23 novembre 2011, alle ore 17.30, presiederà la Conferenza:
«La dignità della persona umana di fronte alle nuove sfide del nascere e del morire».
È in programma per mercoledì 23 novembre, alle ore 17.30 presso l’Auditorium della Banca delle Marche (in via P. Matteo Ricci, 2) a Macerata, la Conferenza sul tema «La dignità della persona umana di fronte alle nuove sfide del nascere e del morire».
A presiedere l’incontro - promosso dall’Ufficio per la Pastorale Sanitaria della Diocesi di Macerata - Tolentino - Recanati - Cingoli - Treia in collaborazione con l’Amci (Associazionea medici cattolici italiani) - sarà un preparato ed illustre relatore: S. E. Monsignor Ignacio Carrasco de Paula, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita.
Originario di Barcellona e ordinato presbitero nel 1966, Monsignor Carrasco è laureato in filosofia, medicina e chirurgia; dal 1984 al 1994 è stato membro del Comitato etico per la sperimentazione clinica presso l’Ospedale Bambin Gesù di Roma, e, dal 2002 al 2009, insegnante di bioetica all’Università Cattolica del Sacro Cuore, dove ha anche ricoperto il ruolo di direttore dell’Istituto di bioetica: dal 30 giugno 2010, su nomina di Papa Benedetto XVI, è Presidente della Pontificia Accademia per la vita, ruolo precedentemente assunto da S. E. Monsignor Rino Fisichella.
«L’Ufficio diocesano per la Pastorale Sanitaria - come spiega il Direttore, don Ariel Veloz - si prefigge, appunto, di trattare la Pastorale in ambito sanitario, curando cioè le fragilità umane e, soprattutto, la vita dei malati anche attraverso iniziative come questa. È importante, infatti, che la Chiesa faccia comprendere il proprio punto di vista in modo inequivocabile, specialmente in materia di bioetica e di rispetto del valore della vita: la Conferenza, pertanto, intende essere anche motivo di dialogo e confronto con le realtà laiche del territorio», riflettendo - secondo quanto affermato dallo stesso Mons. Carrasco alla vigilia dell’evento - «sul significato della centralità della persona umana, della sua dignità e del suo vero bene anche nel contesto medico-assistenziale, che per sua stessa natura intende porsi a servizio della persona più fragile e malata, ma che talora tende a sacrificare il bene del paziente da altri interessi prevalenti».
Macerata, 21 novembre 2011