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Omelia di S. E. Mons. Claudio Giuliodori - Consacrazione nell’Ordo Virginum di Leila Giuggioloni

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Diocesi di Macerata - Tolentino - Recanati - Cingoli - Treia
 

Consacrazione nell’Ordo Virginum di Leila Giuggioloni
 

Concattedrale di San Flaviano - Recanati
 

1 ottobre 2011
 

 La sedurrò, la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore (Osea 2,16), sono le parole del profeta Isaia che abbiamo ascoltato all’inizio della prima lettura. 

Lettura scelta da Leila per esprimere il senso di questa celebrazione, il significato della sua consacrazione, il dono che il Signore fa oggi alla sua Chiesa. Se sei qui oggi è perché il Signore ti ha sedotto e ha parlato al tuo cuore nell’intimità silenziosa del deserto.

 La seduzione è l’arte di chi vuole attrarre a sé qualcuno per appropriarsene. C’è una seduzione umana giocata sull’ebrezza del corpo e dei sentimenti, ampiamente raccontata nella letteratura e nell’arte. È di questa seduzione di cui parla Osea? È questa la seduzione che il Signore ha esercitato su di te? Sì nell’apparenza, no nella sostanza, perché il Signore ti ha mostrato tutto il suo amore e ti ha attirato a sé rivelandosi come il bene più grande, più bello, più vero per la tua vita. Sì, perché il Signore come Sposo desidera prendere tutto di te: i tuoi pensieri, il tuo cuore, il tuo corpo. Ma nel suo termine ultimo e nei suoi dinamismi, la seduzione esercitata dal Signore e raccontata dal Profeta è radicalmente diversa da quella umana. Il Signore ti attira a sé non per impossessarsi della tua vita, ma per donarti la pienezza della vita; ti avvolge con il suo amore non per goderne e soddisfare i suoi desideri, ma per renderti capace di vivere nella gioia del dono quale segno del suo amore; ti lega a sé non per renderti sua schiava ma per farti camminare sulle strade della vera libertà.

 

Il seduttore umano attira l’altro nella sua rete per impossessarsene e asservirlo ai suoi desideri. Il divino seduttore attira a sé per dare dignità, libertà e gioia piena. Come nel passato anche oggi, molti uomini e donne, e purtroppo anche tanti giovani, spesso ingannati dalle fallaci e illusorie promesse di felicità, si perdono nei giochi della seduzione umana, rifiutando la tenerezza e la bellezza del seduttore divino. Preferiscono la confusione e l’eccitazione del correre moderno, sempre proiettati oltre e fuori di sé, a quel deserto fatto di silenzio e di preghiera dove il Signore parla al cuore, riempendolo di inenarrabile delizia.

Cara Leila, ti sei lasciata sedurre dal Signore, e oggi noi contempliamo l’opera meravigliosa che ha compiuto nella tua vita. Gli hai aperto il cuore e offerto tutta te stessa, per questo oggi Egli ti dice, secondo le parole del profetaOsea: “Ti farò mia sposa per sempre” (Osea 2, 21). Abbracciando la vita consacrata nella forma dell’Ordo Virginum si compie il disegno sponsale di Dio sulla tua vita e nel vincolo d’amore intessuto dallo Spirito Santo, sarai unita per sempre al Signore Gesù tuo sposo diletto. Il tuo desiderio di consacrarti al Signore trova così il suo compimento e la tua vita sarà indissolubilmente legata aCristo Sposo.

Per rendere ancora più visibile il senso di questa tua consacrazione hai scelto una ricorrenza a te molto cara. Oggi la Chiesa celebra la festa di Santa Teresa di Gesù Bambino e tu hai voluto mettere la celebrazione delle tue nozze con il Signore sotto la sua protezione spirituale. Nella tua esperienza di fedein effetti - e lo sa bene chi ti conosce -c’è molto del tratto umile e nello stesso tempo ricco di ardore e passione interiore per il Signore, che contrassegna la personalità di Santa Teresina. Ti auguro di vivere con la stessa intensità e consapevolezza di Santa Teresina il tuo cammino di santificazione. Sono certo che i sentimenti presenti nel tuo cuore non sono diversi da quelli da lei espressinel suo intenso e ricco cammino spirituale.

Del resto anche tu come lei, hai cercato a lungo la tua strada e il tuo posto nella Chiesa. Leggendo l’Ufficio delle Letture questa mattina mi sembrava che le parole di Santa Teresina fossero tagliate su misura anche per te. Per questo mi piace rileggerle con te in questo momento perché restino anche come programma spirituale per la tua vita: “Considerando il corpo mistico della Chiesa - scrive Santa Teresina nella sua autobiografia -, non mi ritrovavo in nessuna delle membra che san Paolo aveva descritto, o meglio, volevo vedermi in tutte. La carità mi offrì il cardine della mia vocazione. Compresi che la Chiesa ha un corpo composto di varie membra, ma che in questo corpo non può mancare il membro necessario e più nobile. Compresi che la Chiesa ha un cuore, un cuore bruciato dall'amore. Capii che solo l'amore spinge all'azione le membra della Chiesa e che, spento questo amore, gli apostoli non avrebbero più annunziato il Vangelo, i martiri non avrebbero più versato il loro sangue. Compresi e conobbi che l'amore abbraccia in sé tutte le vocazioni, che l'amore é tutto, che si estende a tutti i tempi e a tutti i luoghi, in una parola, che l'amore è eterno. Allora con somma gioia ed estasi dell'animo grida: O Gesù, mio amore, ho trovato finalmente la mia vocazione. La mia vocazione é l'amore. Sì, ho trovato il mio posto nella Chiesa, e questo posto me lo hai dato tu, o mio Dio. 

Nel cuore della Chiesa, mia madre, io sarò l'amore ed in tal modo sarò tutto e il mio desiderio si tradurrà in realtà”.

Queste parole di Santa Teresina, chiariscono bene anche il peculiare ruolo che nella Chiesa particolare ha il carisma dell’Ordo Virginum. Tu, assieme alle tue sorelle dell’Ordo, che grazie a Dio nella nostra diocesi crescono di anno in anno, non siete portatrici di un particolare carisma e non avete una missione specifica, non avete uno statuto e non seguite una regola, se non quella spirituale,ma non per questo siete senza identità. La vostra identità è quella di essere, nella totalità ed essenzialità della vostra donazione verginale allo Sposo Celeste, il segno dell’amore che lega la Chiesa sposa allo Sposo. Come dice Santa Teresina: “La mia vocazione é l'amore. Nel cuore della Chiesa, mia madre, io sarò l'amore ed in tal modo sarò tutto e il mio desiderio si tradurrà in realtà”.

Voi siete nel cuore della Chiesa particolare e ne rappresentate l’essenza, e cioè l’esclusiva appartenenza della Sposa allo Sposo. Si spiega così anche ilsingolare legame tra l’Ordo Virginum e il Vescovo, che secondo la tradizione rende presente lo Sposo nella Chiesa locale. In questi anni del mio ministero pastorale, come successore degli apostoli in questa amata Chiesa, tra i doni e le gioie più grandi che ho ricevuto, ci sono certamente le tante consacrazioni, presbiterali, diaconali, religiose e tra queste, con un valore particolarmente significativo, quelle dell’Ordo Virginum.

Il padrone della Vigna continua così a mandare operai. Nella Colletta che ci ha introdotti alla Liturgia della parola abbiamo chiesto: “non abbandonare la vigna che la tua destra ha piantato: continua a coltivarla e ad arricchirla di scelti germogli, perché innestata in Cristo, vera vite, porti frutti abbondanti di vita eterna”. E il Signore continua ad arricchirla di scelti germogli, anche grazie al tuo Sì, carissima Leila. La tua scelta, anche se nasce dall’intimo e peculiare dialogo personale con il Signore, ha una grande rilevanza ecclesiale. È maturata dentro un lungo discernimento nella comunità cristiana e con il vescovo ed è finalizzata ad arricchire di “humus sponsale” la vita della comunità.

Anche la nostra Chiesa, oggi, sperimenta i rischi e i pericoli di contadini che non si curano di custodire la Vigna del Signore con la stessa premura del Padrone e che a volte non si fanno scrupolo di imitare i contadini malvagi del vangelo i quali pensano tra sé “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!” - e poi agiscono di conseguenza – Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero” (Mt 21, 38-39). Anche tu, secondo la vocazione che hai ricevuto sei chiamata a lavorare nella vigna del Signore con impegno, generosità e coraggio. Sappiamo che lo fai già e molti possono testimoniarlo, dai malati, ai bambini del catechismo, alla tua parrocchia delle Grazie, agli alunni della scuolamaterna di Montelupone, alle tante persone che con umiltà e discrezione avvicini, avendo per tutti parole di conforto e di incoraggiamento.

Del resto il Signore ha temprato il tuo cuore e ha plasmato la tua vita affinché tu potessi essere strumento docile e prezioso nelle sue mani, secondo i suoi progetti che non sempre coincidono con i nostri. Anche tu hai sperimentato che cosa significhi la citazione che Gesù usa per definire la sua missione, ma che in qualche modo riguarda chiunque si mette alla sua sequela: “La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi?” (Mt 21, 42)Quante volte ti sei interrogata su quale dovesse essere la via da seguire per rispondere al Signore ecoronare il desiderio del tuo cuore? Di fronte alle non poche difficoltà, quante volte hai pensato che il Signore si fosse dimenticato di te o non ne avesse bisogno? Oggi tutti noi gioiamo con te perché vediamo quanto il Signore sia stato misericordioso e abbia lavorato con straordinaria sapienza nella tua vita. Davvero possiamo dire: “questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi”.

È certamente un’opera meravigliosa di Dio quella che sei chiamata acustodire nel tuo cuore. L’ascolto e la meditazione di questo Vangelo si sono fattiin te preghiera e programma di vita che possiamo condividere con tutta l’assemblea. Signore non permettere che io sia come i contadini di cui parli nella parabola: donami la forza di rinunciare ad ogni forma di male e di aggressività. Fa’ di me la tua serva, mandami nella tua vigna. Rendimi capace di compiere il tuo volere, rendimi capace di accettare la durezza della croce e della sofferenza soprattutto quando è causata dagli uomini. Allontana da me tutto ciò che non si conforma alla tua bontà. Rendimi capace di riconoscere le mie mancanze e di chiedere scusa. Concedimi di amare chi mi vuol bene e soprattutto concedimi di amare, per amore tuo, chi mi disprezza e mi rifiuta. Nulla mi travolga e mi turbi: anche se dovessi camminare per una valle oscura, non temerei alcun male perché tu sei con me (Cfr Sl 22).  che in ogni circostanza io ti possa pregare, lodare e  ringraziare con intensità e nella verità. Donami la tua Luce perché io viva di Te e così io conoscerò intimamente chi sei per me o Signore. Gesù Tu sei la pietra che scartata dai costruttori è divenuta testata d’angolo. Signore, sii  tu il fondamento di tutto ciò che faccio: Tu la mia gioia, tu il mio onore, tu il mio unico volere. Roccia della mia vita, donami di indicare Te a coloro che mi affidi. Nella tua vigna, donami di cercare i piccoli e gli ultimi.Donami di essere  fedele  a Te oggi e sempre”.    

Il Signore ti ha scelto, oggi ti consacra e ti unisce per sempre a Lui, ma non perché vuole tenerti solo per sé. Chiunque sta con lui è anche mandato ad annunciare e testimoniare il suo amore. Questo è anche il tuo compito. Come abbiamo cantato nel versetto del Vangelo: “Io ho scelto voi, dice il Signore, perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga” (Gv 15, 16). Certamente il Signore produrrà molto frutto anche attraverso di te, se saprai restare legata a Lui, come i tralci alla vite. Hai rinunciato alla fecondità dell’amore umano, alla gioia di essere madre, ma il Signore ti chiama a vivere una fecondità non meno importante e necessaria. Se sul versante biologico la nostra società vive un tempo di scarsa fecondità da cui deriva un drammatico declino demografico, sul versante spirituale ci troviamo di fronte ad una tragica sterilità che sta inaridendo i cuori e le menti.

È urgente irrigare e rendere fecondo questo tempo di arsura spirituale. Servono uomini e donne di preghiera, capaci di una generosa dedizione alla missione della Chiesa. Oggi, nella memoria di Santa Teresina e sotto la sua intercessione, inizia il mese dedicato alla riflessione e alla preghiera per ravvivare lo slancio missionario della Chiesa. La tua consacrazione porta il sigillo della missionarietà, dai passi iniziali sulle orme della Beata Madre Teresa di Calcutta fino a questo giorno, non casuale, che ti proietta al cuore missionario della Chiesa: di questa nostra Chiesa, che ha una spiccata vocazione missionaria, sulle orme del grande apostolo della Cina P. Matteo Ricci. Molti sono già in missione, altri desiderano partire, ma è necessario che ci siano tante SanteTeresine del Bambin Gesù, che assicurino la copertura spirituale e i rifornimenti di grazia attraverso la preghiera assidua e l’Adorazione Eucaristica.

 La tua consacrazione Leila è la prima in un mese missionario che sarà ricco di eventi di grazia. Il 15 ottobre le ordinazioni diaconali e il 22l’ordinazione presbiterale di Luca Beccacece in questa stessa Concattedrale di San Flaviano. Sono doni immensi, forse immeritati, che riceviamo dal Signore e che vorrei fossero di stimolo e di incoraggiamento, soprattutto per i giovani perché non abbiano paura di rispondere alla loro vocazione per formare sante famiglie o per abbracciare una vita di speciale consacrazione. Auguro a tutti i giovani di fare proprie, come hai saputo fare tu, le parole di San Paolo: “quello che è vero, quello che è nobile, quello che è giusto, quello che è puro, quello che è amabile, quello che è onorato, ciò che è virtù e ciò che merita lode, questo sia oggetto dei vostri pensieri”.

Grazie Leila per aver detto Sì al Signore e grazie alla tua famiglia che ti ha sempre accompagnato con affetto e discrezione. Grazie alle tue sorelle dell’OroVirginum che ti hanno accolta e sostenuta. Il nostro pensiero, infine, va allaPatrona della nostra diocesi, la Madre della Misericordia. Maria è il modello dell’Ordo Virginum. A Lei affidiamo la tua consacrazione invocandoLa con le parole sgorgate dal tuo cuore: “Maria Immacolata custode della Parola, io mi affido a Te. Custodisci ciò sono e ciò che faccio. Affido a te i miei desideri, i miei pensieri e le aspirazioni più profonde della mia vita. Donami tu a Gesù. che ogni fibra del mio essere appartenga a Dio Padre, per sempre. Che io sia docile allo Spirito Santo come hai fatto tu”.  

Amen. Sia Lodato Gesù Cristo.

 
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