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Omelia di S. E . Mons. Claudio Giuliodori - Consacrazione Figli del Sacro Cuore di Gesù

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Diocesi di Macerata - Tolentino - Recanti - Cingoli - Treia

Consacrazione Figli del Sacro Cuore di Gesù

Cattedrale di San Giuliano - Macerata, 18 giugno 2011

Mons. Claudio Giuliodori

Omelia di S. E . Mons. Claudio Giuliodori

 

Se ho trovato grazia ai tuoi occhi Signore…” (Es. 34, 8). È con gli stessi sentimenti che animano Mosè sul Monte Sinai che anche noi ci presentiamo davanti alla Santissima Trinità per lodarla e ringraziarla di tutti i doni che elargisce alla nostra Chiesa. In modo particolare, questa sera, siamo grati e riconoscenti per il dono che viene fatto a questi dodici fedeli della nostra Diocesi che abbracciano pubblicamente la vita consacrata segnando così anche la nascita della nuova comunità dei Figli del Sacro Cuore di Gesù all’interno dell’Associazione Mariana “Regina dell’Amore” di Macerata riconosciuta nel dicembre scorso come associazione pubblica di fedeli.

Carissimi Oriano e Massimo, carissime Donatella, Cecilia, Giovanna, Francesca, Paola, Loretta, Liliana, Sonia, Oriana e Loretta, voi avete sperimentato quanto Dio sia veramente “misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà” (Es. 34, 6). La storia di ciascuno di voi dimostra come Dio sia passato nella vostra esistenza, così come è passato davanti a Mosè, producendo cambiamenti straordinari, facendo scoprire disegni vocazionali impensabili e aiutandovi a maturare scelte coraggiose e profetiche. Voi avete trovato grazia davanti al Signore e ora il Signore cammina in mezzo a voi, facendo grandi cose.

Vi guardo, e tutti questa sera vi guardano, con immenso stupore, perché voi siete la testimonianza concreta, vivente e inconfutabile di come Dio sia la cosa più seria e importante che ci possa essere nella vita di una persona. Vi ammiro, e tutti questa sera vi ammirano, non perché siete persone eccezionali o fuori della norma, ma perché vi affidate pienamente e liberamente al Signore, riponendo in lui la vostra speranza perché in lui avete trovato la vera gioia. Vi ringrazio, e tutti questa sera vi ringraziano, perché avete risposto sì, in modo generoso e senza riserve, accettando di fare della vostra vita un segno dell’amore di Dio, divenendo così anche luce per coloro che camminano nelle tenebre e che sono alla ricerca di volti che parlino della presenza e dell’opera di Dio.

Il vostro “sì”, davanti al Vescovo e alla comunità diocesana, non giunge improvviso ma è il frutto di un cammino ispirato dalla devozione mariana. Poteva nascere qualcosa di diverso a Macerata, nella Città di Maria? La vostra consacrazione è certamente l’omaggio più bello che possiamo fare alla Madre Celeste nell’approssimarsi del sessantesimo anniversario della consacrazione a Maria della Città di Macerata (1952 - 2012). Ma nello stesso tempo è anche un dono grande e singolare che Maria fa alla nostra comunità ecclesiale che con il titolo di Madre della Misericordia la venera anche come Patrona principale della Diocesi.

Non sarebbe comprensibile il passo che state facendo e la vita consacrata che abbracciate senza il particolare legame con Maria. Lo stesso nome di “Gruppo mariano” con cui venite comunemente identificati nella nostra comunità diocesana e il riferimento alla Parrocchia dell’Immacolata, dicono come sia marcato e forte il vostro legame con la figura di Maria e come attraverso di lei e la sua intercessione siete stati introdotti nel cuore del figlio suo Gesù Cristo. Il vostro cammino verso la consacrazione è avvenuto all’interno di una particolare e ricca esperienza di spiritualità mariana ed è stato custodito gelosamente, con sapienza e prudenza. È stato vagliato dal mio predecessore fin dal suo sorgere e da me accompagnato e verificato assieme agli organismi diocesani preposti.

Oggi diventa pubblica e visibile a tutti quella consacrazione che già nel vostro cuore e in forma privata vivete da anni all’interno dell’Associazione Mariana “Regina dell’Amore” che dal dicembre scorso è divenuta associazione pubblica di fedeli. Era giusto e doveroso, pertanto, che anche la vostra scelta di vita divenisse pubblica e fosse iscritta a pieno titolo tra i doni di grazia di questa Chiesa particolare con la speranza che possa crescere tra di noi ed estendersi anche oltre i nostri confini.

Il Signore Gesù vi ha parlato, vi ha chiamato e oggi vi consacra nel suo amore sponsale. Vi ha plasmato sotto lo sguardo della sua e nostra Madre Celeste, ma si è servito anche di un’altra Maria e del suo sposo Paolo. Parlo di Maria Chiaramoni e del marito Giampaolo Nerpiti che sono i responsabili generali dell’Associazione Mariana “Regina dell’Amore”. Da anni sono gli instancabili animatori di un intenso cammino di fede incentrato sulla consacrazione al Cuore Immacolato di Maria, seguito da giovani, famiglie e tanti fedeli che hanno trovato in questa proposta spirituale una via di santificazione adeguata alle loro esigenze interiori e utile per affrontare le sfide del nostro tempo.

Carissimi Maria e Paolo, vi diciamo con tutto il cuore dodici volte grazie. La nostra Chiesa tutta, assieme alle persone che oggi si consacrano, vi è infinitamente grata per esservi resi strumento docile e coraggioso nelle mani di Dio per l’opera che doveva compiersi in mezzo a noi. A voi, che non avete avuto la gioia dei figli naturali, la grazia di Dio ha conferito il dono ben più prezioso della generazione spirituale e questi figli che oggi si consacrano ne sono una eloquente testimonianza.

A voi il Signore ha affidato la responsabilità di far germogliare il seme di grazia posto nel cuore di questi nostri fratelli e sorelle, ma questo non ci fa dimenticare la loro famiglia d’origine: genitori, nonni, fratelli e sorelle, i parenti e gli amici, che in diverso modo, magari a volte non senza qualche incomprensione, hanno collaborato consapevolmente o inconsapevolmente al disegno di Dio, se non altro con il dono della vita. Cari genitori e familiari, grazie anche a voi per tutto ciò che avete fatto per loro. Sappiate che questi figli non vi sono tolti. Il Signore, chiamandoli a seguirlo su una via particolare che sembra allontanarli da voi, in realtà ve li rende molto più vicini perché li consacra in quel vincolo spirituale che è ben più importante e prezioso di ogni altro vincolo della carne. Li avete generati nella carne e per questo vi saranno sempre grati. Ma non solo, con la loro preghiera e con il loro affetto sono certo che saranno di grande aiuto per la vostra rigenerazione spirituale.

Suppongo che molti dei parenti e anche dei presenti si siano posti una domanda più che legittima: ma che cosa succede nella loro vita? che cosa significa essere consacrati come Figli del Sacro cuore di Gesù? Forse alcuni avranno notato che la seconda lettura non è quella prevista dalla Solennità della Santissima Trinità che stiamo celebrando. Infatti è stato scelto un testo che potesse aiutarci a rendere più evidente il significato di questa consacrazione. Le parole di San Paolo spiegano meglio di ogni altro discorso quale sia il senso e la portata di questo evento di grazia: “Sono stato crocifisso con Cristo, e non vivo più io, ma Cristo vive in me. E questa vita, che io vivo nel corpo, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha consegnato se stesso per me” (Gal 2,19-20). Uniti alla morte e risurrezione di Cristo perché Cristo viva e risplenda nella loro vita. è questa, e solo questa, la ragione della loro scelta.

Questa appartenenza totale ed esclusiva al Signore, porta a vivere con particolare intensità i consigli evangelici, che attraverso la consacrazione diventano voti, ossia forma e impegno di vita nella povertà, obbedienza e castità per una sequela del Signore sempre più libera e una testimonianza che sia anche segno di contraddizione e provocazione per il nostro mondo. Per questo, cari consacrandi, vi siete dati una regola di vita che si apre proprio con il riferimento alla frase di San Paolo appena citata. Alla luce di questa regola di vita elaborata con cura e da me approvata, voi vi impegnate a perseguire molteplici finalità, ma soprattutto a “portare la presenza di Cristo nel mondo, attraverso la radicalità del Vangelo nella vita cristiana, testimoniata sia con la parola che con l’esempio. Ecco che allora i consacrati Figli del Sacro Cuore di Gesù - si legge sempre nel Direttorio che regola la vostra vita -, pur potendo scegliere anche la vita contemplativa per essere totalmente di Dio attraverso i voti di obbedienza, povertà e castità vivono nel mondo svolgendo il proprio lavoro negli ambienti lavorativi della comunità cittadina o dove il Signore vorrà chiamarli” (Direttorio n. 3).

Pertanto non vi chiuderete in convento, anche se molti di voi faranno vita comune per rendere più forte ed evidente la novità della vita cristiana e l’insegnamento del Signore: “Amatevi gli uni gli altri, come io vi ho amato” e, in chiave missionaria, “vi riconosceranno da come vi amate”. Continuerete ad essere nel mondo con il vostro lavoro, la vostra presenza ricca anche di iniziative culturali e artistiche, la vostra testimonianza di fede, ma non sarete più del mondo perché il vostro cuore appartiene in tutto e per tutto al Cuore di Gesù.

Permettetemi ancora una parola sulla scelta del nome dato alla vostra comunità: “Figli del Sacro Cuore di Gesù” che può suonare un po’ tradizionale e devozionale ma che in realtà ci richiama all’essenza dell’esperienza cristiana. Lo aveva ben capito Santa Margherita Maria Alacoque (1647 - 1690), ideatrice e divulgatrice del culto al Sacro Cuore di Gesù. A lei il Signore per tre volte ha aperto il suo cuore. Il 27 dicembre 1673 Gesù le appare e le rivela il suo Cuore divino affidandogli questo messaggio: “Il mio Cuore è tanto appassionato di amore per gli uomini, e per te in particolare, che non potendo contenere più in sé le fiamme della sua ardente carità, è necessario che le diffonda nel mondo attraverso di te”.

Il Sacro Cuore di Gesù oggi parla anche a voi e attraverso di voi. Siate quindi i suoi messaggeri perché l’amore che sgorga dal suo Cuore pulsante in voi e nella Chiesa possa toccare, risanare e ridare vita a tanti che sono in affanno o in ricerca. A voi, come a tutte le persone consacrate, è affidato un compito delicato e affascinante, come scriveva Giovanni Paolo II nel documento sulla vita consacrata: “Nel nostro mondo, dove sembrano spesso smarrite le tracce di Dio, si rende urgente una forte testimonianza profetica da parte delle persone consacrate. Essa verterà innanzitutto sull'affermazione del primato di Dio e dei beni futuri (Vita consecrata, 85).

Guardando con commozione alla nascita di questa nuova comunità di persone consacrate dall’humus della più ampia Associazione Mariana mi sovvengono le parole che ho ascoltato direttamente dal Santo Padre in occasione di un’udienza concessa ai vescovi che partecipavano ad un convegno sui movimenti e le nuove comunità. Con le parole del Santo Padre desidero anche esprimere l’abbraccio affettuoso di tutta la comunità diocesana che accoglie questa nuova esperienza. Diceva Benedetto XVI: “Andare incontro con molto amore ai movimenti e alle nuove comunità ci spinge a conoscere adeguatamente la loro realtà, senza impressioni superficiali o giudizi riduttivi. Ci aiuta anche a comprendere che i movimenti ecclesiali e le nuove comunità non sono un problema o un rischio in più, che si assomma alle nostre già gravose incombenze. No! Sono un dono del Signore, una risorsa preziosa per arricchire con i loro carismi tutta la comunità cristiana. Perciò non deve mancare una fiduciosa accoglienza che dia loro spazi e valorizzi i loro contributi nella vita delle Chiese locali” (17 maggio 2008). È con vivo senso di gratitudine per queste illuminanti parole che ci recheremo mercoledì proprio da Benedetto XVI per confermare davanti al successore di Pietro il nostro amore alla Chiesa e l’unità nella pluralità delle esperienze e dei carismi.

Affidiamo ancora una volta a Maria, Madre della Misericordia, il cammino iniziale, ma già solido e gravido di speranza, di questo nostri fratelli e sorelle, Figli del Sacro Cuore di Gesù, perché li avvolga con il suo manto d’amore e li conduca a contemplare il mistero d’amore della Santissima Trinità da cui ogni cosa prende avvio e in cui ogni realtà troverà il suo compimento.

Sia lodato Gesù Cristo.

 
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